La nostra aula sembra una scatola

Francesca Bassi, Rita Bonfanti sezione eterogenea (bambini di 3,4,5 anni) Morbegno

Progettazione

La prima progettazione realizzata comprende tutta l’unità di apprendimento e non è funzionale al lavoro di ricerca, quindi si utilizza una nuova griglia:

La progettazione è revisionata, commentata, discussa prima di avviare l’attività in aula.

Conversazione – Lunedì 22 Febbraio 2021

Sapete bambini che alle maestre piace scrivere quello che dite e ascoltano le vostre i dee quando stavamo progettando il percorso di Nasone Azzurra aveva detto che la nostra aula sembra una scatola, ma non ci eravamo fermati a parlare insieme del suo pensiero, è passato un po’ di tempo ma le parole di azzurra sono qui scritte: “la nostra  aula sembra una scatola ed allora oggi volevamo iniziare a chiedervi: 

Perché la nostra aula sembra una scatola?

Irene: ma però la nostra aula non è fatta di cartone

Ludovica: e assomiglia ad una scatola perché la nostra aula è quadrata (A cosa si riferisce con quadrata? Ad una parete? e come riconosce il quadrato? quali caratteristiche le fanno dire che è un quadrato? in questo punto si poteva approfondire il significato di quadrato focalizzando l’attenzione sulle sue caratteristiche…)

Benedetta: è vero che sembra una scatola perché è quadrata però c’è anche il buco dove c’è l’angolo esperimenti e il bagno che non sono quadrati…c’ha la forma di una scatola basta che togli l’angolo esperimenti e il bagno (qui sembra che l’attenzione sia allo spazio tridimensionale, la parola angolo è utilizzata con il significato del linguaggio naturale (spazio fra due pareti) ci sono due aspetti la forma quadrata che possiamo ricondurre alle pareti, al soffitto, al pavimento e la forma tridimensionale (cubo o parallelepipedo), bisogna capire come e cosa vogliamo guardare.)

Domenico: ma non è proprio una scatola perché tipo dove c’è la porta per mettere le giacche c’è un triangolo non è un quadrato … (che differenza tra quadrato e triangolo ? due figure a confronto da riprendere con i bambini)

Benedetta: è infatti… se togliamo l’angolo… (qui torna sempre la parola angolo (linguaggio naturale forse per definire uno spazio attrezzato) che definisce uno spazio che visivamente per il bambino non fa parte della scatola (parallelepipedo)

Domenico: angolo lettere c’è un quadrato ma però come facciamo a mettere le giacche se lo togliamo!

Ian: però la nostra aula è come una riga storta 

La vedi la riga storta che dici? Ian: si

Ian: È il muro ….Perché passa in tutte le aule è diventata storta … va di lì poi fa un’altra riga va lì e si storta …. dietro al mobile …  lo spostiamo non si storta più … (L’idea di riga è interessante da dove parte? dove va? dove finisce? come si disegna sulla parete (piano)? Dalla foto sembra che ci sia più di una riga e che siano parallele tra loro….)

Irene: ma però dentro la scatola non è quadrato perché c’è quello..come ha detto Ian la riga si è storta (si parla del dentro della scatola e probabilmente vogliono dire che la continuità è rotta dagli “spigoli”)

Benedetta: la riga siè  storta perché  c’è l’angolino… le scatole hanno alcuni angolini… non proprio tutte

Continua… (scaricare il file con il pdf di tutta la conversazione commentata)

SI RIPROGETTA ULTERIORMENTE PER CONTINUARE IL PERCORSO ANCHE IN DAD

Ai bambini viene chiesto di fare, in casa, una caccia alle scatole. Durante un Meet si chiede di fare una “creazione matematica con le scatole”. Le creazioni vengono anche commentate in diretta…

Ai bambini viene quindi chiesto di copiare la propria creazione e condividerla su Padlet…

SI TORNA A SCUOLA E SI PORTANO LE CREAZIONI CON LE SCATOLE.

I bambini osservano le creazioni tutte insieme e commentano

Domenico: e sembra pure una città con delle montagne e con altre case fatte di scatole .

Riccardo: il regno di scatole 

Riccardo: per me è una città di creazioni di scatole e anche su quel cuscino sopra in quella montagna che dice Domenico ci sono altre case di cartone e dietro ce ne sono altre 

Ludovica: a me mi sembra una città di grattacieli

Azzurra: io sono d’accordo con Ludovica che anche a me sembra una città di grattacieli.

Riccardo: sono d’accordo con Azzurra e Ludovica che è una città di palazzi, ma mi sembra che alcuni non sono proprio alti alti, mi sembra che alcuni sono un po’ bassi … per esempio quello.

State parlando di grattacieli … ma che cos’è un grattacielo

Riccardo: un grattacielo vuol dire che è alto fino che… nel cielo

Com’è fatto un grattacielo

Riccardo: è alto alto

Domenico: fino alle nuvole

Riccardo: ecco perché si chiama grattacielo, perché è lungo e va nel cielo

Domenico: ma allora perché c’ha il gratta? 

Irene: gratta vuol dire che gratta il cielo con le sue mani

Riccardo: gratta le nuvole 

Mattia: che perché alto e gratta il cielo

Riccardo: un grattacielo è alto che arriva nel cielo e si chiama grattacielo e ha la parola cielo perché arriva fin su nel cielo

Benedetta: e gratta vuol dire che sembra che gratta il cielo 

Linda: a me mi sembrava una città di palazzi e grattacieli 

La grande creazione delle maestre: la città di palazzi e grattacieli dà il via alla scoperta delle caratteristiche e proprietà del parallelepipedo…

Come sono stati costruiti questi palazzi? Che cosa sappiamo di questi palazzi?

Ludovica: Col cartone la pittura e lo scotch.

E cosa vedi? Come è fatto questo cartone?

Ludovica: A rettangolo! Poi vedo anche che è grande.

E se dovessi costruirla tu di che pezzi avresti bisogno?

Ludovica: Mi serve del cartoncino…

Di quanti pezzi è fatto questo cartone?

Ludovica: non lo so…

Chiara: una specie di castello nero, bianco, blu, rosso.

Che parti conosci di questa scatola castello?

Chiara: questa riga lunga dritta dritta.

Vittorio: lati (tocca i vertici).

Quanti “lati” ha?

Vittorio: (li conta) otto sopra e otto sotto

Ma per costruire il palazzo ci servono solo i lati?

Irene: servono anche le righe…(conta)otto… ce ne erano anche qua…

Linda: ma non ne servono soltanto otto di righe ce ne servono quattordici ce ne sono anche dentro…

Quelle fuori quante sono?

Linda: otto…ci sono anche gli angoli

Quanti sono? Linda otto

Otto angoli vedi altro? Linda: i muri

Di quanti muri hai bisogno? Linda: sei

Mattia: se conti anche il pavimento è venti.

Va bene qualsiasi forma di muro?

Domenico: dei rettangoli e dei quadrati… cinque angoli e i muri… però è diverso se lo giri…

Ma le parti del palazzo ce le ha anche il grattacielo?

Domenico: se lo giri verso di giù è uguale.

Siete tutti d’accordo con Domenico che per costruire un grattacielo così servono le stesse parti?

Domenico: ha le stesse parti i quadrati di questi fanno i muri e di la fanno il pavimento e il tetto! Allora dobbiamo contare i muri, gli angoli e i lati…

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