Un mondo di bottoni

Valeria Griseri sezione mista Mondovì

I bambini al lavoro sulle creazioni

Le creazioni realizzate

DISCUSSIONE SULLE CREAZIONI MATEMATICHE DEI COMPAGNI, GRUPPO MISTO 4-5 ANNI 7 bambini

Ins. vi ricordate cosa avevamo fatto un po’ di giorni fa? 

Aron: delle decorazioni.

Ins: no, non erano proprio delle decorazioni, avevano un altro nome.

Nichita: delle creazioni.

Ins: bene delle creazioni, oggi ne vedremo qualcuna insieme. Prendo la creazione di Bader.

Ins. bimbi che cosa vedete qui?

Bader

Tutti: dei bottoni, un pezzo di scotch.

Ins. e secondo voi cosa voleva fare Bader?

Aron: ha fatto la N di Nichita con i bottoni.

Stefany: Voleva scrivere il nome di Nichita.

Aron: ha fatto dei bastoni con le cannucce.

Ins: e come li ha messi? 

Aron: con lo scotch e la colla.

Ins. qualcuno ha qualche altra idea su cosa voleva fare Bader?

Sofia: voleva fare una I lunga.

Luca: voleva scrivere un nome.

Aron. voleva fare un bastone o una macchina.

Nichita: forse voleva fare un fiore.

Ins: e tu Bader cosa volevi fare?

Bader: una creazione con tanti bottoni.

Ins: e cosa volevi fare con questi bottoni?

Bader: un orologio e un salvagente.

[avrei forse dovuto indagare di più certi aspetti… es. Sofia dice voleva fare una I lunga… avrei dovuto forse chiedere “da cosa lo capisci? dove la vedi la I lunga? come fai a dire che è una I lunga?]

Ins: adesso vado a prendere un altra creazione. Prendo la creazione di Stefany. Che cosa vedete in quella di Stefany?

Stefany

Nichita: tanta roba.

Bader: bottoni di tutti i colori, rossi, neri, gialli.

Aron: dei bastoni.

Ins: dove vedi dei bastoni?

Aron: qui (e indica la cannuccia al centro della creazione di Stefany).

Stefany: io volevo fare un raggio spaziale.

Ins: e che cos’è un raggio spaziale?

Stefany: una cosa che parte per andare sulla luna e sopra ha una punta.

Sofia: ci sono anche degli anelli, una cannuccia e una stellina.

Nichita: e anche un pezzo della cintura e un bottone rosso.

Aron: allora Stefany voleva disegnare un raggio spaziale che va alla luna.

Ins: è vero Stefany? Volevi disegnare un raggio spaziale che va alla luna?

Stefany: sì.

Ins. adesso vado a prendere l’ultima che è di Fernando.

Mappa (Fernando)

Aron: qui c’è un anello.

Ins. uno solo?

Nichita: no, tre, e poi c’è di nuovo un bottone un’altra volta e fili e cannucce e un pezzettino di carta.

Sofia: c’è anche un filo colorato e un pezzettino di carta.

Ins. secondo voi cosa voleva fare Fernando?

Stefany: un pupazzo di neve.

Ins: e dove lo vedi un pupazzo di neve?

Stefany: quei tre, un anello, un altro anello e poi il bottone.

Sofia: quello è dorato come un fiocchetto e poi c’è un aeroplano.

Ins: dove lo vedi?

Sofia: la cannuccia viola è l’aereo e poi vicino ci sono le ali.

Ins: secondo voi cosa voleva fare Fernando?

Nichita: forse voleva fare la terra.

Aron: ha fatto anche gli sciatori e la neve.

Sofia: ha fatto le scie per la neve per scivolare.

Nichita: e questo sembra un canalone per l’acqua.

Aron: e le cannucce mi sembrano una pistola per l’acqua.

Bader: qui sembra una macchina ma gli manca una ruota.

Viollca: una cintura per i supereroi.

Nichita: e questo sembra una proboscide dell’elefante.

Adesso pensate quella che vi è piaciuta di più e andate a mettervi vicino a quella che vi è piaciuta di più e poi la disegniamo. 

Immaginiamo la strada del razzo spaziale dalla Terra alla Luna

4 maggio 2021, presenti 7 bambini (3 di 5 anni e 4 di 4 anni)

Vado a riprendere le creazioni e posiziono al centro del cerchio di bambini quella di Stefany in cui era stata individuata la sia del razzo spaziale, chiedo ai bambini se si ricordano di queste creazioni.

Ins.  vi ricordate questo lavoro?

Bambini: si

Nichita: si. era il lavoro di Stefany perché c’è il suo nome.

Ins: benissimo, e vi ricordate cosa avevamo detto di questo lavoro? cosa ci voleva raccontare Stefany.

Sofia: un gatto perchè c’è la coda.

Viollca: una mela.

Ins. Io mi ricordo che Stefany voleva disegnare la scia di un…

Stefany: un razzo spaziale!!!

Ins: eh si, proprio così mi avevi detto. Ve lo ricordate adesso?

Alcuni bimbi: si

Ins.  bene e com’è secondo voi la strada di questo razzo spaziale?

Stefany: sta andando fino allo spazio.

Beyesid: va nella luna.

Ins. e com’è la sua strada che fa per andare nello spazio? volete farmela vedere nel lavoro di Stefany? Stefany vuoi farmela vedere tu?  Qual è la strada che avevi fatto del razzo?

Stefany mi indica con il dito il filo che avevano effettivamente detto in precedenza essere la scia del razzo.

Ins. E come ve la immaginate la strada di questo razzo?

Nichita: che parte dalla luna e va nello spazio e lascia una scia spaziale.

Ins. e come sarà la sua strada per partire dalla luna e andare nello spazio e lasciare una scia spaziale.

Nichita: così, come nel lavoro di Stefany.

Prendo la creazione di un altro compagno, Fernando

Ins. E in questa creazione di Fernando potrebbero esserci delle scie spaziali?

Luca: si, sono queste righe qui (e mi indica effettivamente le linee)

Ins. e secondo voi come sono queste righe, queste strade?

Sofia: sono come queste due di Fernando, sono così (e mi indica nuovamente le linee di Fernando)

Ins. E dove andranno queste strade?

Beyesid: in un pianeta, sul pianeta Terra.

Ins: e da dove partiranno?

Nichita: prima decollano e poi volano.

Ins. però dobbiamo pensare da dove può partire questo razzo.

Viollca: va sulla Luna e fa un giro.

Ins: bene, allora il nostro razzo spaziale andrà sulla Luna. Ma dove lo facciamo partire?

Beyesid: arriva nel pianeta Terra. 

Ins. ok allora parte dal pianeta Terra e arriva sulla Luna. E come sarà la strada che farà?

Beyesid: sarà rotonda.

Alcuni altri bimbi: no

Altri ancora: si.

Ins. allora alcuni mi dicono si, altri no, come facciamo? volete provare ad andare a disegnarla su un foglio? disegniamo la strada che fa il razzo spaziale per andare dalla Terra alla Luna.

Ai bambini di 4 anni disegno due cerchi (uno è la Luna e uno è la Terra) e chiedo di disegnare la strada del razzo. 

Ai bambini di 5 anni lascio ripeto la consegna “disegnate il pianeta Terra, poi la Luna e alla fine la strada che fa il razzo per andare dalla Terra alla Luna”.

Terminato, torniamo in cerchio. Metto in visione i disegni di Sofia, di Beyesid (praticamente uguali, entrambi hanno fatto linee rette) e di Stefany (strada più contorta)

Ins. Guardate un po’ questi disegni di Beyesid, Sofia e Stefany. Come sono le strade di Beyesid e Sofia diversamente da Stefany. (forse non dovevo dire diversamente ma far fare a loro direttamente i confronti)

Stefany: Sofia l’ha fatta meglio.

Ins: Non è che l’ha fatta meglio, è diversa dalla tua. Che cosa c’è di diverso?

Dopo un attimo di silenzio continuo… la strada di Sofia, diversamente da quella di Stefany è? silenzio… Dri…

Stefany e Nichita: dritta

Ins. e cosa vuol dire dritta?

Sofia: che non si muove.

Nichita: vuol dire che deve andare.

Beyesid: va in aria.

Ins: la strada di Stefany è dritta come quella di Sofia?

Tutti: no.

Ins. e com’è quella di Stefany?

Nichita: a zig zag. 

Ins. e Nichita com’è la tua strada? (mostro il disegno di Nichita simile a Stefany)

Nichita: no, solo questo è dritto (indica il tratto orizzontale) ma questo no (indica il tratto obliquo)

Ins: e come fai a dire che questa è dritta e questa no?

Nichita: perché questa va alla Luna. 

Sofia: è dritta perchè è una statua.

Ins. e voi conoscete qualcosa di dritto?

Nichita: la strada per andare alla Luna

Ins: allora mi avete detto che la strada di Sofia è dritta mentre questa è a zig zag. Cos’hanno di diverso queste due strade?

Nichita: ho capito, questa è grande e poi questa è piccola.

Ins: sì è vero, e poi cosa fa la strada di Stefany che non fa la strada di Sofia?

Violla: quella di Stefany sembra come un cuoricino.

Nichita: una è un po’ piccola e una è un po’ grande.

Ins: questo è vero, lo abbiamo già detto ma c’è qualcos’altro che ha la strada a zig zag che non ha quella dritta?

Sofia: quella è diritta

Ins. e perchè mi dici che è diritta? da cosa lo capisci che è diritta

Sofia: perchè non si muove.

Ins. e cosa vuol dire che non si muove?

Stefany: Che non fa delle mosse.

Viollca: una è grande e una è piccola.

Ins: avete ragione, ma lo abbiamo già detto, dobbiamo trovare qualcos’altro.

Nichita: non fa il giro.

Ins: si bene, la riga dritta non fa delle mosse come diceva Stefany e non fa il giro come dice Nichita, quindi non fa delle curve. Vedete le strade di Beyesid e Sofia, queste non fanno le curve, il giro, le mosse come dite voi, mentre la strada di Stefany e Nichita sì. Guardate anche quella di Saliou che curva che fa. Quindi una strada dritta è una strada che…

Quasi tutti mi rispondono: non si muove, non fa le curve.

Nichita: quella di Sofia è fatta bene perchè è normale mentre le altre no.

Continua la discussione: La strada del razzo spaziale

6 maggio 2021, presenti 10 bambini (7 di 5 anni e 3 di 4 anni)

Ins. chi si ricorda cos’abbiamo fatto martedì?

Nichita: abbiamo fatto la strada dritta che unisce la terra e la Luna 

Ins. abbiamo immaginato da dove potrebbe partire un razzo spaziale, vi ricordate da dove?

Alcuni bambini: dalla Terra

Ins. e dove arriva?

Alcuni bambini: sulla Luna.

Ins. questo razzo allora parte dalla Luna (posiziono in un angolo del cartellone una pallina gialla che rappresenti la Luna) e arriva sulla Terra (posiziono in un altro angolo il mappamondo) e poi abbiamo immaginato come poteva essere questa strada che fa il razzo. Io oggi vi ho costruito un bellissimo razzo spaziale (prendo il razzo). Vogliamo provare piano piano a fare questa strada.

Chiamo i bambini ad uno ad uno e li invito a fare con il razzo la strada che secondo loro farà il razzo. Vi allego le foto, tutti hanno fatto la strada rettilinea, non ci sono bambini che hanno fatto fare curve o giri strani a questo razzo. Alcuni bambini provano anche il ritorno.

Ins: adesso abbiamo giocato a fare la strada ma non l’abbiamo disegnata, adesso proviamo  a disegnarla e per farla bene io ho pensato di prendere questo filo (prendo il gomitolo e lo fisso con lo scotch di carta vicino alla Terra). Luca, hai voglia di venirmi ad aiutare a fare la strada del razzo con questo filo? Ecco, prendilo e prova ad arrivare fino alla Luna immaginando quale sarà la strada del razzo. 

Luca tira il filo diritto e teso dalla Terra alla Luna.

Nichita: ecco ce l’ha fatta.

Ins. Bravo Luca, allora io qui lo taglio, metto lo scotch ed ecco la strada del nostro razzo. Adesso la faccio anche con il pennarello così se il filo si stacca comunque rimane disegnata sul cartellone (faccio la strada con un pennarello passando vicino al filo teso)

Nichita: wow, questa strada è lunghissima

Fernando: questa è la strada per arrivare alla Luna.

Ins: e com’è questa strada?

Luca: dritta.

Ins. e cosa vuol dire dritta?

Luca: che è messa bene a posto

Yasser: dovrebbe essere sempre dritta la strada

—avrei forse potuto rilanciare quest’affermazione. Perché deve essere sempre dritta la strada? se non fosse dritta cosa succede?—

Fernando: e il razzo deve arrivare sempre alla Luna

Ins: ma chi mi spiega cosa vuol dire che la strada è dritta

Fernando: che è come la lettera I

Stefany: qualcosa che è dritto vuol dire qualcosa che è uguale alla I ed è dritto.

Ins: e conoscete qualcosa che non è dritto?

Luca: adesso questo filo non è dritto.

Ins. davvero? Non è dritto?

Fernando: sì che è dritto 

Viollca: si che è dritto.

Ins: ma dimmi Luca, perché secondo te non è dritto.

Luca: perchè quasi è una X.

Ins: ma una linea obliqua come questa o come quelle che formano la lettera X non è dritta? Questa linea non è dritta?

—(confesso che questa affermazione di Luca mi ha spiazzata perché ho capito il suo “fraintendimento”… nel senso che dal suo posto a sedere la linea era una linea obliqua… forse ho sbagliato a posizionare Luna e Terra in diagonale??? avrei dovuto collegarle con una linea orizzontale??? o forse semplicemente avrei dovuto far muovere i bambini e farli ragionare sul fatto che le caratteristiche della linea non cambiano, ma cambia il nostro punto di osservazione… sono andata in crisi e mi rendo conto di non aver dato una risposta esauriente e di non essere riuscita a rilanciare la discussione e di aver per così dire “ignorato” la riflessione di Luca)—

Luca: questo filo è dritto però è anche non dritto perché sembra un pezzo della X.

Ins. e gli altri cosa dicono? é dritta o no questa strada?

Aron: è dritta perchè sembra anche una parte della lettera E o una parte della lettera A.

Ins. eh già, noi per scrivere bene dobbiamo fare le lettere con le stanghette dritte.

Nichita: anche quando facciamo il numero 1, il numero 1 ha una parte dritta e una parte non dritta.

Aron: anche l’acconciatura di Mariam è dritta (Mariam è una bambina africana che al momento ha un’acconciatura con lunghissime treccine nei capelli che davanti sono “dritte”  ma sul fianco le definirei più storte).

Ins: e sono tutte dritte?

Aron: No, quelle sono coricate (indicando quelle di lato)

Luca: manca ancora una riga per fare la X 

—Luca ritorna con il discorso della X storta ma io anche in questo caso non ho approfondito—

Nichita: anche quando Bader fa la B fa un pezzo dritto e uno no

Yasser: anche il pennarello è dritto

Stefany: anche quel cartellone è dritto

Fernando: è vero, ha due linee dritte.

Ins: allora anche la nostra linea è dritta?

Alcuni bambini: si 

Ins. e qual è il contrario di una cosa dritta? Se una cosa non è dritta com’è? 

Fernando: non sembra una I

Ins: vi viene in mente una cosa non dritta? 

Stefany: La S del mio nome non è dritta.

Ins: e com’è? a cosa assomiglia?

Sofia: anche il 5 non è dritto.

Nichita: e anche il 2.

Bader: anche la luna

Ins: allora se ho capito il 5 , il 2 , la S sono tutti non dritti, mentre la I e la X sono dritti (mentre pronuncio scrivo su un foglio queste lettere/cifre)

Stefany: anche la O e la Q non hanno linee dritte

Ins: bene, le aggiungo a questo gruppo allora. 

Fernando: la Q però ha una riga piccola.

Ins. hai ragione. Bene, allora ascoltate bene cosa vi chiedo: come fate a farmi capire che questa linea è dritta (indico la letterina I) e questa no (indico la letterina S)

Stefany: la S ha delle curve

Aron: la S è come un serpente che striscia, non va dritto.

Ins: allora che differenza c’è tra una linea dritta e non dritta?

Stefany: che una fa le curve e una no.

Aron: una linea dritta non fa le curve, non striscia invece la S fa le curve e non è dritta.

— avrei forse dovuto indagare di più questo discorso del movimento, del non dritto e del cambio di direzione, facendo magari sperimentare direttamente ai bambini un percorso dritto e un percorso a curve e chiedendo loro le differenze che hanno notato/percepito—

Ins: oh, ma che bella cosa abbiamo scoperto oggi. Siete d’accordo con Aron?

Alcuni bambini: si

Ins. Oggi abbiamo scoperto che una linea dritta non fa…

Bambini: le curve.

Ins: mentre una linea che fa le curve non è…

Bambini: dritta.

— la strategia del completamento della frase è molto brutta da “sentire” ma nel momento in cui lavoravo con i bambini mi sembrava l’unico modo per capire se avevano capito… in realtà ne esistono molti altri (disegno, attività pratica,..) e questa è la cosa più importante che devo migliorare: lasciar parlare i bambini, arrivino dove arrivino. Il problema è che mi sento ancora molto “impreparata” nel lavorare in questo modo e ho paura che succeda come con Luca sul discorso del “non dritto”… in fondo però questo è il vero lavorare, il mettersi in gioco continuamente.—

Ins. bene, adesso vi chiedo ancora un piccolo sforzo. Prendete un foglio e disegnate bene tutto quello che abbiamo fatto oggi.

18 maggio 2021

LE ROTTE SPAZIALI

PRESENTI 10 BAMBINI (6 DI 5 ANNI E 4 DI 4 ANNI)

Ins: ricordate cos’abbiamo fatto l’ultima volta che ci siamo visti?

Stefany: il razzo spaziale

Nichita: il razzo che va dalla Luna alla Terra.

Prendo il cartellone e lo stendo al centro del cerchio

Ins: qualcuno vuole provare a fare la strada che abbiamo fatto fare al razzo l’altra volta?

Chiamo alcuni bimbi a riprovare a sperimentare nuovamente a fare la strada tracciata la volta precedente.

Ins: allora adesso chi è che mi racconta bene cos’abbiamo fatto l’ultima volta che ci siamo visti?

Beyesid: il razzo spaziale che va sulla Terra e sulla Luna e poi torna.

Ins: ma oltre al razzo spaziale che cosa abbiamo fatto insieme? 

Nichita: la strada del razzo.

Ins: e vi ricordate come abbiamo detto che era questa strada? (forse avrei dovuto chiedere semplicemente “e cosa mi dite di questa strada? com’è fatta?)

Alcuni bambini: dritta.

Ins: dritta siamo tutti d’accordo? (ho fatto questa domanda per vedere se Luca, che l’altra volta sosteneva che non fosse dritta avesse riproposto la sua osservazione per provare a farli ragionare sul punto di vista ma non è stato così…)

Bambini: si.

Ins: e mi spiegate cosa vuol dire dritta?

Nichita: che sembra una I.

Bader: che sembra un bastoncino.

Stefany: che sembra una corda.

Beyesid: che vai dritto per attraversare la strada.

Sofia: come una strada dritta. 

Stefany: è come la strada delle macchine che è dritta.

Ins: e come è fatta una strada dritta?

Sofia: una strada dritta non si muove.

Ins: e cosa vuol dire che non si muove?

Sofia: che non fa le mosse. 

Aron: la cosa dritta non gira ma la S si, fa le curve.

Ins: cosa succede quando fai una strada con le curve?

… silenzio… Aron, alzati e prova a fare una strada dritta (la fa), ora prova a fare una strada a curve (la fa). Hai notato qualcosa? Cosa è cambiato?

Aron: stavo andando dritto e poi ho girato, ho fatto una curva. 

Ins: e hai visto sempre le stesse cose? 

Aron: no cambiava un pò.

Ins: cosa cambia?

Aron: vai da un’altra parte.

Ins: e invece con la strada dritta cosa succede?

Nichita: non fa le mosse va dritta, drittissima e fa le scorciatoie.

Ins: spiegami bene cosa vuoi dire che fa le scorciatoie?

Stefany: con la scorciatoia vai da un’altra parte.

Nichita: che può un pò girare e un pò andare dritto.

Ins: e quando prendi la scorciatoia cosa fai?

Nichita: arrivi subito. (Questa risposta mi ha completamente spiazzata perché anticipa il lavoro che avevo in mente di fare oggi. Forse avrei dovuto rilanciare subito e abbandonare il progetto di lavoro ad esempio chiedendo “cosa vuol dire che arrivi subito? Tu fai delle scorciatoie? quando? Anche la risposta di Stefany, con la scorciatoia vai da un’altra parte, forse meritava un attimo di attenzione ma l’ho notata solo ora nella sbobinatura. Io ho riportato l’attenzione al lavoro che volevo fare, nella speranza che questo discorso della scorciatoia tornasse dopo)

Ins: Ma secondo voi il nostro razzo poteva fare delle altre strade per raggiungere la Terra?

Bimbi: si

Ins: Proviamo a farle insieme? Aron, vieni. Ti do questo gomitolo rosso e adesso prova a immaginare una nuova strada per il razzo. 

Fermo il filo vicino alla Luna e seguo il bambino che traccia per terra una nuova rotta, lo aiuto a fermare il filo in alcuni punti e poi raggiunge la Terra.

A turno lo fanno tutti i presenti, che si divertono a creare strade diverse. Nel frattempo i bambini parlottano tra loro sulle forme che escono: sembra una I, sembra un 4, sembra un triangolo, sembra una X, sembra una A, sembra una piramide dell’Antico Egitto, sembra un 6. Anche questa parte l’ho notata solo nel momento della sbobinatura, anche questa parte forse avrebbe meritato un approfondimento. All’inizio i bambini erano un pò titubanti poi si sono lanciati e hanno creato strade sempre più arzigogolate.

Ins: bene, adesso guardiamo un attimo cosa abbiamo fatto.

Nichita: abbiamo fatto 7 strade.

Ins: si, sono 7? Proviamo a contarle insieme, Nichita vuoi contarle tu?

Nichita: si, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, sono 7.

Ins: allora abbiamo fatto 7 cosa?

Aron: strade.

Stefany: scie.

Ins: ok, 7 strade, scie del razzo per andare dove?

Luca: dalla Luna alla Terra.

Ins: Secondo voi, fra tutte le strade che abbiamo trovato, quale mi conviene fare?

Nichita: la blu. (è effettivamente la strada dritta più breve) 

Ins: Perchè?

Nichita: perchè è dritta.

Ins: e come mai conviene farla?

Stefany: anche quella rossa è dritta. (in effetti anche la rossa è dritta, leggermente più lunga della blu perché spostata di lato ma comunque dritta)

Bader: quella gialla ha una riga dritta.

Ins: ma quale mi conviene fare?

Stefany: quella blu e quella rossa.

Ins: e perché?

Aron: perché sono dritti.

Ins: e prima Nichita mi dicevi una cosa importante delle cose dritte, hai usato una parolina particolare.

Nichita: è una scorciatoia.

Ins: secondo voi qual è la scorciatoia di tutte queste linee?

Stefany: quella verde.

Ins: è quella verde la scorciatoia? Guardate bene.

Bimbi: No.

Stefany: no è quella blu, quella più veloce è la blu.

Fernando: la rossa.

Ins: allora abbiamo due scorciatoie, una rossa e una blu. Ma cosa vuol dire scorciatoia?

Luca: una scorciatoia è uno scarabocchio.

Aron: una scorciatoia serve per andare dove si vuole.

Nichita: per andare dove devi andare.

Stefany: la fai per andare a casa.

Ins: che strada fai per andare a casa?

Nichita: io per andare a casa ho trovato una scorciatoia.

Ins: e perché prendi la scorciatoia?

Nichita: per arrivare dove devo andare e perché vuole la mia mamma.

Ins: e perché la mamma vuole prendere la scorciatoia?

Nichita: perché arriviamo più primi.

Ins: e qual è allora la scorciatoia per arrivare prima dalla Luna alla Terra?

Bimbi: la rossa e la blu.

Ins: Bravi, siete proprio stati bravi, ora andiamo a fare un bel disegno di quello che abbiamo fatto oggi.

Avrei potuto approfondire il discorso di Nichita sulla scorciatoia e provare a fare un disegno della scuola e della casa e chiedere di disegnare la scorciatoia.

20 maggio 2021

 LE COSTELLAZIONI

PRESENTI 13 BAMBINI (8 DI 5 ANNI E 5 DI 4 ANNI)

Ins: Oggi vi ho portato a vedere delle cose nuove (mostro delle immagini di costellazioni)

Luca: sono stelle.

Ins: dove le vediamo le stelle?

Luca: nel cielo di notte.

Fernando: nello spazio

Nichita: ce ne sono piccole.

Stefany: ci sono le stelle cadenti.

Beyesid: io ho visto un meteorite.

Saliou: anche io ho visto una stella con mio padre quando è arrivata la notte.

Nichita: io una volta ho visto una stella cadente.

Bader. io ho visto la luna una volta vicino alla mia casa.

Ins: ma cosa ne dite se oggi il nostro razzo anziché mandarlo dalla Luna alla Terra lo mandassimo in viaggio tra le stelle?

Fernando: si, perché ci sono tante stelle.

Nichita: può andare perché ha il fuoco.

Ins: allora cosa ne dite se adesso proviamo a costruire una mappa stellare? Cosa sarà una mappa stellare?

Aron: una fotografia delle stelle.

Nichita: una mappa delle stelle. 

Ins: e cos’è la mappa?

Luca: la strada.

Ins: sì, adesso vado a prendere un cartellone che vi ho preparato dove ci sono incollate delle stelle e se volete proviamo a creare una mappa, cioè la strada che potrebbe fare il nostro razzo per viaggiare nello spazio da una stella all’altra.

Prendo il cartellone con le stelle.

Ins: questo è un pezzo di cielo di notte, vedete che è blu e ho incollato le stelle. Costruiamo il percorso, Yasser vieni a fare il primo pezzo, ti do il filo, parti da questa stella e crea il primo pezzo di strada per andare alla stella che c’è dopo.

Costruiamo la strada del razzo che collega tutte le stelle. Ho dato come punto di partenza la stella in alto a sinistra e i bambini in autonomia hanno collegato le stelle riproducendo il Grande Carro, li ho solo guidati nel chiudere la figura che loro altrimenti avrebbero lasciato aperta terminando con la stella posta all’estremo destro.

Ins: Guardate che bella mappa che abbiamo fatto. Vi sembra a qualcosa?

Viollca: una padella.

Beyesid: ad un carrello del supermercato.

Stefany: una paletta.

Bader: una carrozza.

Ins: lo sapete che questa mappa esiste veramente nel cielo e si chiama proprio la costellazione del Grande Carro. Se stasera andate a casa e vi ricordate potete chiedere a mamma e papà di farvela vedere nel cielo. Contiamo un pò da quante stelle è formato.

Bambini: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7.

Ins: bene, adesso andiamo ai tavolini e proviamo anche noi a creare la nostra costellazione e a dargli un nome. Vi consegno 7 stelle per uno, incollatele dove volete e poi provate ad unirle per creare la vostra mappa.

Al termine, ho ancora chiesto di creare liberamente la loro costellazione ma sono rimaste un po’ “pasticciate”. Molti hanno faticato a disegnare le stelle, anche se avevo detto che potevano essere anche solo punti, molti erano troppo ravvicinati.